Care ragazze, cari ragazzi,
gentili genitori,
queste righe sono per chi, in questi giorni, ha ricevuto la notizia della non ammissione alla classe successiva. So bene che è una comunicazione che può ferire, deludere, creare senso di sconfitta. Ma oggi, da Dirigente Scolastica e da educatrice, vi invito a guardare questo momento non come un dramma, ma come un’opportunità.
È naturale sentirsi scoraggiati: il traguardo sperato non è stato raggiunto, ma ciò non significa che il percorso sia finito. Anzi, può essere l’inizio di una nuova consapevolezza. Non essere stati promossi non dice chi siete, ma solo che in questo momento c’erano delle fragilità da affrontare. E affrontarle richiede tempo, sostegno, e talvolta anche una seconda possibilità.
Perché non si viene ammessi?
La normativa scolastica, in particolare l’O.M. 88/2023 e il D.Lgs. 62/2017, prevede che l’ammissione alla classe successiva sia possibile solo se lo studente ha raggiunto livelli sufficienti nelle discipline di studio, e – cosa importante – ha mantenuto un comportamento corretto e rispettoso. La scuola non valuta solo il profitto, ma anche il modo in cui ogni alunno vive la comunità scolastica.
In particolare, la normativa dice che:
- se uno studente presenta gravi insufficienze in più materie, i docenti possono decidere che non ci sono le condizioni per affrontare con serenità e profitto l’anno successivo;
- Anche la valutazione del comportamento ha un peso importante: un voto inferiore a sei decimi in condotta può comportare la non ammissione, come previsto dalla legge.
Queste decisioni non sono mai prese a cuor leggero. Sono sempre frutto di un confronto attento tra gli insegnanti, basato su criteri trasparenti e condivisi.
E ora?
Ora si può ripartire. Fermarsi non è un fallimento, ma una scelta di responsabilità. La scuola continua a essere accanto a voi: per recuperare, per crescere, per costruire un futuro più solido. Un anno in più non è tempo perso, se viene vissuto con maggiore consapevolezza e impegno. Non siete soli: famiglie, insegnanti, compagni – siamo tutti parte del vostro cammino.
A voi, ragazze e ragazzi, dico: credete in voi stessi, anche quando il percorso si fa in salita. Spesso è proprio lì che si costruisce la vera forza.
Ai genitori: vi chiedo di sostenere i vostri figli con fiducia, ma anche con fermezza. Non si tratta di punizione, ma di crescita.
Ogni passo, anche quello più faticoso, può diventare l’inizio di una nuova direzione.
Con rispetto e vicinanza,
La Dirigente Scolastica
Concetta Ferrara
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